Il Pensiero Cosmologico di James Hillman
James Hillman in questo video raccolto nel convegno di Cordoba nel 1979: https://www.youtube.com/watch?v=Nh3ZGT2x26o, racconta che nel suo percorso di “psicologia del fare anima” (Soul making), ha a lungo mantenuto una posizione di via negativa, evitando l’ontologia, la metafisica e la cosmologia. Il suo lavoro è stato strenuamente dedicato alla alla disciplina dei fenomeni dell’immagine e al patologizzare in modalità di scetticismo critico. Tuttavia, in seguito a una conferenza tenutasi a Cordoba nell’ottobre del 1979, Hillman riconobbe un urgente bisogno di andare oltre questo scetticismo, poiché “psicologizzare non era abbastanza”.
Egli comprese che la minaccia fisica e la fine del mondo erano il risultato di una catastrofe metafisica. Il bisogno interno dell’anima, infatti, richiede che la sua psicologia incontri la preoccupazione dell’anima riguardo alla natura del cosmo in cui si trova. L’anima cerca in modo persistente e universale di fantasticare oltre sé stessa.
Per rispondere a questa esigenza, Hillman si trovò a dover affrontare la metafisica con un “volto amichevole” e a cambiare il proprio stile verso la costruzione positiva, pur riconoscendo che storicamente la metafisica ha fallito nei confronti della psiche, spesso riducendo l’anima a un luogo non più grande di una ghiandola pineale. La sua soluzione fu cercare una metafisica psicologica.
Il Mito come necessaria metafisica psicologica
Hillman distinse tra la visione metafisica e la sintesi metafisica, suggerendo che il suo accesso alla mente era frammentario e polemico, guidato da Marte più che da Saturno, e da Hermes più che da Atena. Egli propose una terza via: la prassi metafisica, che è la modalità psicologica. In questa prassi, il pensiero e la pratica sono strettamente legati. La pratica psicologica del “vedere attraverso” (seeing through), che spinge il dato nella sua immagine e fantasia, necessita di una visione del “oltre” (Beyond) che non sia puramente negativa.
Hillman iniziò a raccogliere appunti in una cartella intitolata “cosmologia”. La parola cosmologia si riferisce sia all’ordine astronomico dei corpi celesti sia a un significato metafisico, inteso come uno schema di idee generali attraverso il quale ogni elemento della nostra esperienza può essere interpretato, secondo la definizione di Whitehead.
Hillman pose quindi la domanda cruciale per la sua nascente metafisica: perché non mantenere insieme i due significati, astronomico e metafisico?
Egli allora suggerì “che i corpi astronomici del pianeta offrono corpi metafisici agli dei, grazie ai quali ogni elemento dell’esperienza può essere interpretato.”
Questi “corpi metafisici” planetari forniscono la sostanza positiva che riempie il vuoto al di là della via negativa:
“Le persone planetarie riempiono il vuoto dell’Aldilà con i miti dei loro corpi e i corpi dei loro miti, e questa cosmologia è una sensazione psicologica perché sono persone planetarie con tratti caratteristici e relazioni tra loro.”
Il mito offre l’unica metafisica che Hillman può immaginare per la psicologia perché è personificato e si presenta sempre come finzione. Il mito “nega la sua realtà anche mentre la presenta“, costringendo la mente a essere psicologica. Hillman sottolinea che la psicologia è emersa quando il mito è morto; le culture che non hanno la psicologia hanno la mitologia, poiché il mito si dichiara essere la realtà suprema che è allo stesso tempo la finzione suprema.
L’Astrologia e l’Ordine del Cosmo: La Dimensione Qualitativa
Sebbene Hillman affermi esplicitamente di non aver bisogno di approfondire l’astrologia in questa conferenza, egli utilizza il quadro concettuale planetario e zodiacale per dimostrare come il cosmo possa essere letto in termini di qualità e immagini (la cosmologia psicologica).
L’Autore sostiene che la metafisica psicologica esige che si veda la faccia degli Dèi nelle cose, il che significa notare le qualità come primarie e parlare in un linguaggio riccamente qualificato: aggettivi prima dei nomi. Questo approccio qualitativo, fondamentale per la visione astrologica/cosmologica, era vivo in tradizioni precedenti:
“nel Rinascimento nell’alchimia l’arte della memoria nell’astrologia densa e non ho bisogno di addentrarmi nell’astrologia, sono in California cose dalla crosta spessa cose grigie e opache vincere o vivere in luoghi isolati appartengono a Saturno così come il linguaggio laconico, una svolta matematica della mente, strumenti di misura e così via tutte le cose, stili della mente malattie, cibi, geografie, animali, trovare la posizione in base alle loro qualità tutto ha un rifugio e un altare nulla va perduto tutto appartiene al cosmo perché appartiene da qualche parte come immagine alle persone planetarie e al loro mezzo”
Questa enfasi sulle qualità descrittive restituisce alla cosmologia il suo significato estetico originale, dove Cosmos significava “ordinato, decoroso, un arrangiamento estetico”. Questa è la pratica metafisica che va di pari passo con la cosmologia.
Le figure di animali e il Dodecaedro
Hillman usa antiche cosmologie per illustrare il “torcimento” (twisting) necessario per una metafisica psicologica. Egli cita il Timeo di Platone, in cui il Demiurgo usa una quinta forma geometrica per modellare il tutto: un dodecaedro, una figura a dodici lati, che Platone dice avere un pattern di figure animali su di esso.
Hillman interpreta questa figura:
“Naturalmente questa figura a 12 lati potrebbe riferirsi alla metafisica astronomica, alla cosmologia dello zodiaco, alle figure animali delle 12 regioni del cielo, ma potrebbe anche rappresentare l’anima del mondo, l’animamundi, come una configurazione animale.“.
Il dodecaedro rappresenta il tutto, l’ultima quintessenza, e il fatto che sia ricoperto di figure animali suggerisce una cosmologia che configura il “Beyond” più lontano e più comprensivo in schemi animali.
Questa interpretazione psicologica di Platone è vicina all’idea che gli animali siano divinità, da cui sorge la religione nella mente umana. Hillman collega quindi le figure animali del cosmo alla psiche attraverso le emozioni, utilizzando il linguaggio di Whitehead:
“i movimenti di queste figure animali influenzano l’anima come transizioni emotive nel linguaggio di Whitehead, e queste transizioni emotive prendono forma nella multiforme voce addomesticata e selvaggia attraverso le emozioni. Sappiamo dove, quando e come i modelli animali si rivelano come sentimenti di importanza o interesse nei termini di Whitehead, mostrandoci che la natura è viva, come dice Whitehead.”. Non dimentichiamo che lo zodiaco nell’etimo greco può essere tradotto come “il percorso degli animali”.
Le emozioni non sono semplici umori soggettivi, ma “influssi divini” (come affermava William Blake). Se rispettate come divinità o animali viventi, possono mantenere il cosmo in vita.
In questo senso, l’astrologia (come sistema che collega le figure celesti, spesso animali, ai fenomeni terrestri e psichici) e il mito (che personifica tali forze come dèi) si fondono per creare una cosmologia viva: la Anima Mundi è configurata da pattern animali (il cosmo zodiacale) che entrano in relazione direttamente con la nostra esperienza emotiva e la nostra percezione delle qualità.
La Rivoluzione Copernicana
Hillman cita un altro esempio di cosmologia reinterpretata psicologicamente: il sistema centrato sul Sole di Copernico. Hillman nota che Copernico non guardò attraverso un telescopio, ma ri-immaginò il sistema del nostro mondo nella sua immaginazione.
Il Sole di cui parlavano era un pianeta nel Mundus Imaginalis; essi centrarono l’universo su una immaginazione del Sole che era, archetipicamente, il leone giallo del cuore.
Questa è la metafisica “twist” della psiche:
“La rivoluzione copernicana pone l’immaginazione animale del cuore al centro dell’universo.”.
Le radiazioni non provengono solo dalla conflagrazione solare fisica, ma da un “animale ruggente”. Paracelso sosteneva che l’immaginazione nel cuore umano è direttamente connessa all’immaginazione attiva dell’universo, localizzata nel Sole (il cuore del cosmo).
La mente newtoniana astrasse questi raggi del Leone in calore, luce ed energia, ma la metafisica psicologicadell’anima vede il clorofillo e il calore di tutte le cose viventi come immagini che fulminano dal “leone verde solforico”, plasmando la vita biologica nelle sue forme.
Implicazioni per la prassi psicologica
Questa cosmologia richiede un concetto estetico dell’essere umano. La frase di Jung, essay in anima (essere nell’anima), viene interpretata da Hillman non come homo faber o homo rationalis, ma come homo aestheticus, ovvero l’umano come creatura sensibile che produce immagini.
L’uomo aestheticus è anche homo cordis o cordialis (uomo del cuore). La psicologia, secondo Hillman, sposta la sede della coscienza dalla testa al cuore come organo del sensus communis e della percezione delle immagini.
Affinché la cosmologia diventi psicologica (cioè data come immagini estetiche alla fantasia sensata), il cuore deve risvegliarsi come un organo che immagina e percepisce. La pratica della psicologia o psicoterapia ha proprio questa intenzione: risvegliare o circoncidere il cuore.
Conoscere il mondo in questa luce significa conoscere le relazioni delle cose con gli dèi. La conoscenza diventa gnosi, poiché le cose, essendo conosciute, rendono presenti i loro corpi celesti (heavenly bodies) nell’Anima Mundi.
Il linguaggio necessario per una cosmologia psicologica, e quindi per dare voce a questo ordine planetario mitico, deve essere un linguaggio generoso. Deve riconoscere la sua stessa miticalità, indipendentemente dal suo intento demitologizzante. Le parole di una cosmologia sono l’edificio cosmologico stesso e devono servirlo in ogni parte. La generosità del linguaggio (come l’uso della personificazione, dell’etimologia, delle ironie e dei miti di Platone) è ciò che rompe le definizioni operative e rilascia l’anima, permettendo all’animazione di manifestarsi nella costruzione stessa.
Hillman conclude che l’anima trova soddisfazione metafisica non in un sistema paranoico e letterale, ma attraverso una visione che collega il divino (i corpi planetari e i miti) direttamente all’esperienza qualitativa e sensata del mondo, riaffermando l’ordine estetico e personificato del Cosmos.
L’astrologia non è uno strumento scientificamente validato, e non sostituisce l’intervento psicologico o psicoterapeutico. Gli articoli presenti in questo sito intendono solo esplorare il valore simbolico, metaforico e narrativo che alcune persone attribuiscono a questa pratica e come possa essere di supporto così come altri strumenti che mettono al centro il paziente e la sua storia, senza nessun riferimento a modalità predittive.
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