Nel linguaggio quotidiano di astrologi, counselor e appassionati di simbolismo, si incontrano spesso espressioni come “l’archetipo di Marte” o “l’archetipo del Cancro”.
Da un punto di vista grammaticale e lessicale, queste formulazioni sono perfettamente corrette in italiano: il sintagma “l’archetipo di…” è scorrevole, comprensibile e non presenta errori linguistici.
Tuttavia, sul piano epistemologico, cioè nella precisione concettuale richiesta in psicologia analitica e nello studio rigoroso dei simboli, questa equivalenza diretta è impropria. Marte e Cancro non sono archetipi: sono immagini o complessi simbolici che veicolano aspetti di un archetipo.
Secondo Jung, l’archetipo è una struttura psichica universale e innata, un “principio ordinatore” dell’esperienza che non possiede forma concreta, ma che si manifesta attraverso immagini, miti, simboli e figure culturali.
Dire “l’archetipo di Marte” o “l’archetipo del Cancro” è quindi una metonimia: si nomina il simbolo come se fosse l’archetipo stesso. È una scorciatoia linguistica epistemologicamente non corretta.
Prima di utilizzare parole e concetti specifici bisogna conoscerne il significato profondo, epistemologico altrimenti si rischiamo minestroni concettuali e pressapochismo.
In ambito scientifico, accademico, professionale, divulgativo la distinzione è cruciale perché si educano persone che non sapendo nulla dell’argomento hanno la possibilità di formarsi. E’ analogo al discorso che facevo sui 12 archetipi junghiani, di cui Jung non ha mai scritto.
Per evitare ambiguità si può sostituire la formula “l’archetipo di…” con una più precisa:
Questo approccio rispetta il significato junghiano di archetipo e mantiene un ponte chiaro fra astrologia e psicologia analitica.
Scrivere “l’archetipo di Marte” o “l’archetipo del Cancro” è corretto in italiano, ma impreciso epistemologicamente. andrebbe sostituita con una formulazione più accurata, per onorare sia il concetto junghiano di archetipo sia la ricchezza del linguaggio simbolico astrologico.
Come ricordava Jung, «L’archetipo è un principio invisibile; il simbolo è il suo volto visibile». Marte e Cancro, allora, non sono l’archetipo stesso: sono due volti, due maschere, due linguaggi che lo raccontano.
L’astrologia non è uno strumento scientificamente validato, e non sostituisce l’intervento psicologico o psicoterapeutico. Gli articoli presenti in questo sito intendono solo esplorare il valore simbolico, metaforico e narrativo che alcune persone attribuiscono a questa pratica e come possa essere di supporto così come altri strumenti che mettono al centro il paziente e la sua storia, senza nessun riferimento a modalità predittive.
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