Destino, Astrologia e Sincronicità: C. G Jung, J. Hillman, E. Severino

La parola destino proviene dal latino destinare: «rendersi stabili, fissare, stabilire». Il prefisso de- (che rovescia o esplicita) unito a stare richiama l’idea di una «posizione ferma e ben definita», di un approdo verso cui si è interiormente orientati. Anche destinazione custodisce la stessa radice: un «luogo – fisico o immaginario – fissato nel tempo» verso cui ci si muove. Già la semantica, dunque, collega il destino a due polarità complementari: moto (l’andare) e stabilità (il punto d’arrivo).

Destino come struttura «salina»

James Hillman ricorda, in Psicologia alchemica, che in alchimia «il sale indica sovente la base stabile della vita, la sua terra, il suo fondamento, il suo corpo» (1979, p. 71). Quando l’acqua bolle e si consuma, l’essenza che resta è il deposito salino: scheletro, supporto, limite. Il destino si rivela dunque come struttura cristallizzata della nostra vicenda: ciò che non può più essere sciolto né retrocesso. L’immagine biblica della moglie di Lot, che si volta a contemplare il passato e diviene statua di sale, ribadisce che fissarsi retroattivamente è l’opposto del destino, il quale, invece, postula cammino e trasformazione.

Se il destino rappresenta l’orientamento complessivo, la sincronicità – nel senso junghiano – è il procedimento ermeneutico che permette di coglierne gli indizi «qui e ora». Sensus è prima di tutto «direzione»: non c’è sincronicità che non indichi un moto verso il proprio telos. Per questo destino e sincronicità condividono la medesima grammatica: mettere in relazione accadimenti psichici e fenomeni esterni affinché emerga un significato.

Fra gli strumenti in grado di restituire la «forma» della nostra struttura spicca l’astrologia. Il tema natale – insiemi di pianeti, case e segni – fornisce un canovaccio simbolico a cui ancorare l’esperienza. La ricerca empirica condotta da Bernadette Brady mostra che gli astrologi contemporanei rifiutano quasi unanimemente il determinismo fisicalista, preferendo parlare di un «pattern» fatico che orienta, ma non costringe . Il horoscopus diventa mappa dell’anima: «surely a horoscope is a symbolic map of someone’s psyche» (Curry) , un’area in cui proiettare le proprie esperienze di vita per ritrovare un senso.

Brady dimostra che gli astrologi concepiscono il futuro come tempo di qualità (kairós), già «graduato» dal disegno di nascita, ma aperto a molteplici declinazioni . L’evento non è fissato: è la «temporalità opportuna» a essere predelineata, non la forma che assumerà. Si tratta insomma di un compatibilismo naturale: il momento è dato, la modalità resta plastica .

La stessa Brady chiarisce che «il tema natale non contiene eventi, ma possibilità» e che il suo telos «è visibile soltanto nel presente o a posteriori». Il futuro, in quanto non ancora apparso, rimane informale, benché virtualmente strutturato. Qui la prospettiva psicologica coincide con quella fenomenologica: si comprende il destino solo vivendolo e a posteriori cercando un senso e una direzione con la narrazione e la sincronicità.

Paralleli con Jung e Severino

  • Archetipi (Jung): «Astrology represents the sum of all the psychological knowledge of antiquity» (CW 15, § 81). Gli archetipi sono forme invarianti, ma il loro apparire varia di cultura in cultura.
  • Destino (Severino): «L’uomo […] è l’apparire stesso del destino; anzi è l’eterno apparire del destino» (Destino della necessità, 1980, p. 23).

Entrambi parlano di strutture eterne che si manifestano nel tempo. Per Jung l’immutabile vive nel simbolo che emerge nel sogno o nel mito; per Severino l’ente eterno appare in condizioni fenomeniche cangianti. In ambedue i casi è l’apparire a congiungere eternità e mutamento.

Severino ammette la libertà umana di «modificare le condizioni fenomeniche» senza intaccare l’essenza degli enti. Analogamente, nell’astrologia contemporanea, l’individuo agisce sul mondo, riempiendo di senso quale archetipo o quale versione del «destino» si renderà visibile. Il tema natale fornisce vincoli di forma, ma l’azione cosciente ne decide l’effettualità concreta.

La distinzione greca fra chrónos (tempo seriale, misurabile) e kairós (tempo qualitativo, opportuno) illumina la prassi astrologica. Come nota Brady, gli astrologi prediligono «Time fixed/Event not fixed»: il momento porta un significato, l’evento resta aperto. In tal senso i transiti planetari non «obbligano», ma marcano finestre temporali da riempire di significato attraverso l’azione del soggetto.

Tornando alla metafora del sale: il destino è cristallizzazione di possibilità divenute forma irreversibile. Saturno, pianeta della coagulazione, «asciuga» il carattere – direbbe Hillman – rivelandone l’essenza. L’astrologia, letta simbolicamente, permette di conoscere la nostra salinità senza irrigidirci; anzi, ci invita a dialogare con la struttura per farla fiorire in modalità molteplici.

Sincronicità come ermeneutica dinamica

Jung definisce la sincronicità «un principio di connessione acausale» (CW 8, § 982), utile a cogliere un ordine significativo fra stato interno e accadimento esterno. Nell’uso astrologico, la sincronicità diviene metodo interpretativo: riconoscere che un transito risuona con un vissuto fornisce coesione narrativa. È l’attimo in cui kairós si fa consapevole e il telos balza in primo piano.

Il destino, lungi dall’essere una catena causale, appare come forma salina dell’esistenza: stabile eppure da abitare. Il futuro è un ventaglio di configurazioni possibili inscritte nel tema natale, ma disponibile a modulazioni creative. La sincronicità offre la bussola ermeneutica; l’astrologia, la mappa; la libertà fenomenica, la possibilità di dare un volto all’archetipo si presenterà.

Così, mentre il chrónos scorre, il kairós chiama: il destino non è ciò che accadrà, ma ciò che «chiede di essere compreso e realizzato». Solo nel presente – o a posteriori – ne scorgiamo i lineamenti; e ogni scelta che operiamo ne scolpisce, invisibilmente, la statua di sale che, alla fine del percorso, resterà a indicare il punto esatto della nostra destinazione.

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